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10 Luglio 2009 | Senza categoria

Yahoo! e la politica dei 3 schermi

La compagnia internet americana punta sull’integrazione tra diversi canali: la tv incontra il pc e il cellulare. Parola d’ordine: multitasking. Televisione e computer, due strumenti finora separati, ciascuno con peculiarità, modalità d’uso e contenuti propri, non esportabili su piattaforme differenti. In tempi di crisi economica e di stagnazione, Yahoo! ha deciso di puntare sull’integrazione dei due canali, sovrapponendoli in parte e aggiungendovi alcune funzionalità tipiche dei telefoni cellulari. Nei giorni scorsi, la compagnia americana ha presentato in Europa 3 Screens (3 schermi, appunto), il suo programma per lo sviluppo di Connected Tv (la tv connessa). Il progetto è ancora in divenire, ma già nei prossimi mesi saranno disponibili anche in Italia i primi televisori dotati della nuova tecnologia. Il tubo catodico sta subendo una lenta emorragia di spettatori, soprattutto tra i più giovani, a favore di internet. Proprio da questo dato di fatto è nata l’idea di Connected Tv: rendere la piattaforma televisiva personalizzabile e interattiva come un desktop, più di quanto possano fare la programmazione on demand. Portare le specifiche dei pc sugli schermi tv, insomma, grazie alla tecnologia wirelss e wifi. La casa californiana, in joint venture con alcuni marchi produttori di schermi tv (Toshiba, Lg, Sony, Vizio, Samsung) e con l’aiuto di Konfabulator (azienda che ha lavorato soprattutto all’adattabilità grafica dei software per la televisione) ha deciso di sviluppare la tecnologia necessaria a creare questa nuova piattaforma mista. L’ecosistema che va formandosi dall’incontro di questi diversi settori è così strutturato: Yahoo! fornisce know-how e un aggregatore per applicazioni che gli utenti potranno scaricare e adattare alla propria tv. Il colosso di internet predisporrà anche otto diversi profili specifici che saranno già disponibili su ogni schermo di nuova generazione, tra cui uno per bambini (con i filtri del caso) e alcuni tematici (sport, film ecc.), che potranno essere selezionati dagli spettatori. Il sistema sarà pre-montato sui nuovi apparecchi digitali delle case di produzione citate in precedenza, cui spetterà quindi la distribuzione del prodotto. Sono però i contenuti il fulcro dell’operazione. Il portale di Yahoo! sarà aperto a qualsiasi sviluppatore voglia produrre una o più applicazioni per la tv. Una volta testate, queste saranno messe a disposizione degli utenti. Gli autori potranno scegliere se distribuire i loro software gratuitamente, tramite sottoscrizione (abbonamento o pagamento per ogni singolo prodotto), oppure se inserire pubblicità nei propri programmi. I servizi al momento disponibili sui televisori Connected Tv sono Finanza/Notizie/Meteo di Yahoo!, i social media Flickr e Twitter, Funspot Games. A questi, si aggiungeranno a breve anche YouTube, Facebook, eBay, mentre una settantina di app sono ancora in fase di studio. Sviluppatori e publisher possono creare il loro software seguendo le istruzioni di Yahoo! Widget Engine che, in collaborazione con Intel, ha predisposto delle interfacce standard da personalizzare dando vita al proprio programma. I servizi web, infatti, diventano disponibili sulle tv attraverso i widget, menù grafici che consentono di utilizzare ed esplorare ogni applicazione. Una banda sul fondo dello schermo (Yahoo! Widget Gallery) consente di scorrere le icone dei widget a disposizione, aggiungendone o eliminandone a proprio piacimento. Aprendo poi uno dei programmi, apparirà sul lato sinistro dello schermo l’intera app, pronta all’uso. Un particolare telecomando dotato di tastiera (o in alternativa il proprio pc connesso via Bluetooth) consentirà di utilizzare il sistema in maniera in maniera sufficientemente intuitiva. Integrazione e multitasking. Questo il binomio su cui puntano i grossi nomi dell’industria tecnologica e Yahoo! per allargare il proprio pubblico invece di frammentarlo. Guardare un film e intanto chattare. Sfogliare l’album fotografico digitale delle proprie vacanze e nel frattempo guardare un quiz. Consultare il meteo o le ultime notizie dal mondo senza aspettare il tg, durante l’intervallo di una partita di calcio. Difficile immaginare il successo e la penetrazione che il nuovo prodotto potrà avere nel mercato europeo e, ancor più specificamente, in quello italiano. I supporti hardware, gli schermi più innovativi, restano appannaggio di pochi a causa dei costi proibitivi. Inoltre, l’utenza televisiva nostrana potrebbe non essere avvezza alla tecnologia di origine informatica (soprattutto gli anziani, che costituiscono lo zoccolo duro dei telespettatori). Il concetto di ‘utilizzo multiplo’, infine, potrebbe non essere un plus di per sé, ma risultare anzi disturbante. A meno che, prima del previsto, non si riesca a rendere disponibili sulla televisione servizi online  che sfruttino le peculiarità del mezzo (ex)catodico, come le dimensioni dello schermo, la qualità dell’audio superiore a quella del computer e via discorrendo. Film e serie da scaricare o in streaming, sulla tv via web insieme a musica e alcuni giochi elettronici, insomma. Forse questo sarà il futuro a medio termine. Per ora osserveremo invece i social network finire in video, nel tentativo di raccogliere l’utenza perduta.  Stefano Pini

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