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20 Marzo 2014 | Senza categoria

Dove porta il patriottismo della Crimea?

La Crimea ha scelto di abbandonare l’Ucrania per essere annessa alla Russia. Un referendum determina lo smembramento dei territori sottostanti a Kiev: martedì 18 marzo, “Vladimir Putin ha ratificato il voto popolare” , come ha detto un servizio di Cnn , dando il via a una ridda di ipotesi e reazioni sul futuro dell’area.  “Dove porta il patriottismo della Crimea?” , si chiede The Washington Post , secondo cui il referendum è espressione di vecchi conflitti tra nazionalisti russi e europeisti ucraini, ma rischia di creare uno stallo totale nell’Europa dell’Est. “La Russia pronta a occupare la Crimea” , si legge su The Times , mentre secondo The New York Times “l’Ucraina prepara il ritiro delle truppe dalla zona” . Nel frattempo, “Obama invoca sanzioni contro la Russia” , come rileva The Wall Street Journal , così come l’Unione europea, come racconta The Guardian . Secondo Le Nouvel Observateur ,  “in Crimea il confine è tracciato” , mentre Le Point riprende Angela Merkel che ha dichiarato: “La Russia non è più parte del G8” . La tensione tra superpotenze è alta: “Non ci arrenderemo alla Russia” , dice il governo ucraino a  Time . Le Monde riassume in un titolo tutti i fronti del conflitto in Crimea: “Soldi, energia e infrastrutture, le questione concrete di una guerra” , ricordando ai lettori il ruolo chiave della Russia nelle forniture energetiche in Europa, la dipendenza de facto della Crimea dal governo di Kiev, e il denaro degli oligarchi che finanzia le iniziative di Putin. La crisi è solo all’inizio.

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