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21 Giugno 2007 | Senza categoria

Gli anni dell’odio

La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci La più importante chiave di lettura del discusso speciale di “Matrix” sui tragici fatti di Erba, trasmesso lo scorso 18 giugno, è intelligentemente evocata già nel titolo: “Erba, i giorni dell’odio”. Sì… il nobile sentimento dell’odio. Un indizio che giustifica l’invito di Mentana a dar vita a una riflessione sull’episodio a distanza di tanti mesi e con l’afa estiva che già fa virare le scelte del telecomando su proposte “leggere”. Tra gli ospiti in studio c’era anche Azouz Marzouk, ancora carico di rabbia nei confronti di Olindo Romano e Rosa Bazzi, la coppia che ha sterminato la sua famiglia. E il suo dolore merita rispetto. Ma dietro allo speciale di Canale 5, in generale, ha fatto capolino anche l’Italia che nel 2007 galleggia ancora in un contesto culturale tremendamente arretrato che genera contrapposizioni violente. Tutte le recenti manifestazioni di piazza sono state connotate dall’odio, in pieno stile anni 70… pensiamo al Gay Pride (obiettivamente la Chiesa e i politici cattolici non fanno molto per non meritarsi gli slogan), alla protesta contro la visita di George Bush, quella contro il regime carcerario inumano cui sono costretti i brigatisti rossi (una vergogna… anche in questo caso le istituzioni non fanno molto per farsi stimare). Marzouk non deve certo farsi carico di quella che sarebbe al tempo stesso un’enorme responsabilità e un segnale poderoso alla società, vale a dire un gesto di perdono. E non mi arrogo certo io il diritto di chiedergli un passo in quella direzione. Detto questo, Azouz è persona che non nasconde aspirazioni a entrare nel misero star system televisivo italiano (è nota la sua amicizia con Lele Mora). Lo stesso Mentana poco dopo la mezzanotte ha ricordato l’eventualità non prima di un altro “memo” legato al passato del ragazzo tunisino, uscito di prigione grazie alla contestata legge dell’indulto. C’è dunque la possibilità che nei prossimi mesi Azouz si palesi in un reality. Mi piace pensare che in quel contesto egli  possa far affiorare il ricordo delle sue traversie con la droga e di come perfino la sgangherata società italiana, in un raro slancio verso l’abbattimento dell’odio, gli abbia dato una meritata seconda possibilità. Nel frattempo allo sciagurato destino di Olindo e Rosa, se non si vuole “buttare via la chiave”, devono pensare tutti coloro che credono veramente in una delle qualsiasi fedi che contempli la virtù del perdono. Il talk di “Matrix” ha avuto dei buoni ascolti con il 27,46% di share. Dignitoso quello della docu-fiction che ha aperto lo speciale in prima serata (16,26%), anche se il prodotto finale è risultato essere troppo lungo e un filino noioso. Un bravo comunque a Mentana per il desiderio di sperimentare.

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