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24 Maggio 2007 | Senza categoria

L’orrore colora “Miss Padania” e “Controcampo”

 Auditel – I numeri della tv di Giorgio Bellocci L’orrore ha ripreso possesso dei miei occhi… Come in Crash di David Cronenberg, dove i protagonisti raggiungono estasi e amplessi assistendo agli incidenti stradali o vivendoli uscendone a pezzi, domenica 20 maggio sono piombato in un gorgo di sensi pericolosi: mi sono bastati pochi minuti di visione di “Miss Padania”, condivisa con mezzo milione di spettatori… Cosa dire dello show? E’ il pegno che Forza Italia, attraverso Retequattro, paga ogni anno alla Lega (c’era anche l’Umberto impegnato a premiare con trasporto la vincitrice)… Cosa dire di un’atmosfera da sagra di paese, con giovani ragazze di una val Padana dai confini assai labili messe lì a ballare goffamente? Conducevano Dj Ringo e Marco Balestri. Non mi permetto di muovere critiche ai due… Sono professionisti che pagano i manager per trovare un piccolo spazio nel palinsesto per lavorare. Penoso e forzatissimo, invece, il contorno di comici, imitatori e claque in platea. Perché costringere Retequattro a trasmettere tutto questo? Poco prima l’orrore da contemplare aveva preso corpo anche in “Controcampo-Ultimo minuto”, che alle 18.30 della domenica porta a Italia 1 una dote di 1.900.000 fans. Un’altra tonalità di orrore, certo… più sfumata. Sandro Piccinini fa sfoggio della sua indubbia competenza calcistica e anche di una discreta presenza scenica e carisma. Come sono lontani però i tempi delle telecronache più belle mai sentite da un amante del calcio, quelle griffate Piccinini, appunto, che tanto hanno insegnato a Fabio Caressa e al team di Sky. Oggi il nostro deve acchiappare l’audience e nutrire la sete di sangue dei suoi simpatici masnadieri (a proposito: w Mughini abbasso il vetusto Ordine dei giornalisti). Nemmeno la presenza di una Elisabetta Canalis finalmente libera da inutili velleità hollywoodiane, ma autorevole come cover-girl, ha reso immune Piccinini dalla tentazione di aprire la puntata di domenica con una polemica forzata, tutta inventata e orientata allo “scandalo”: la presunta combine tra Empoli e Reggina. E vai con i toni da dramma, labiali studiati alla moviola (sì, letteralmente!) per carpire ai due allenatori frasi da ufficio inchiesta… Che brutto essere stati attratti (qui più a lungo) da tale “orrore”, da tale esempio negativo di come dovrebbe essere comunicato il calcio. 

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