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1 Marzo 2007 | Senza categoria

Tv digitale: lo switch off sardo

Sardegna pronta alla prova del fuoco: spente le frequenze analogiche e si passa al digitale, ma solo per Raidue, Rete 4 e Quoob Lo switch off di Cagliari e dintorni è del tipo “propedeutico”, fantasioso termine che rimanda ad altra data il passaggio al “tutto digitale” e che sarà nel dicembre 2008. Da ieri mattina gli abitanti di Cagliari e di 122 comuni dell’hinterland possono continuare a vedere Raidue, Rete4 e Telecom Italia Media (Qoob) esclusivamente collegando il proprio apparecchio a un decoder. Altri canali dtt sono, oltre a quelli detti in precedenza, quelli già disponibili nei bouquet degli operatori e vanno da Rainews 24 a Raisport Sat, da Rai Edu 1 a Mediaset premium, passando per Bbc World e Boing. Tra sistema terrestre e satellitare, in Sardegna quattro famiglie su cinque sono già in grado di ricevere la tv digitale. Nelle ultime ultime ore molte persone hanno fatto incetta di decoder nei tanti negozi che ne consentono l’acquisto con il contributo governativo di 70 euro, per usufruire del quale bisogna dimostrare di aver pagato il canone Rai. Si pensi che soltanto fino a due giorni fa in Sardegna sono stati venduti 7.000 decoder per il dtt. Sono tantissimi, considerato che in tutto il 2006 ne sono stati venduti 20 mila. Cagliari come Berlino? Ebbene sì, gongolano i sardi. Solo il capoluogo della Sardegna e la capitale della Germania (che è una città-stato della Federazione tedesca) hanno fatto il grande passo verso il digitale, anche se a ben guardare Berlino lo ha fatto un paio di anni fa e con tutti i canali disponibili nell’etere che sono passati in dtt.  “Un primato europeo” ha detto compiaciuto Andrea Ambrogetti, presidente del Consorzio Sardegna digitale.  “Il dtt non è più una promessa – ha detto Marcello Fiori, segretario generale del ministero delle Comunicazioni – e la Sardegna diventa, un po’ a sorpresa ma a pieno titolo, il territorio con il maggior tasso di innovazione del Paese, colmando in qualche modo un suo storico gap infrastrutturale” Comincia a Cagliari la transizione del nostro sistema televisivo dall’analogico al digitale. Finalmente un passo concreto. Finalmente una data rispettata, grazie all’impegno delle autorità regionali e amministrative sarde, delle emittenti nazionali e locali, del Governo”. Così il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, commenta l’avvio delle trasmissioni in tecnologia digitale nell’area del capoluogo sardo. “Nei prossimi giorni – spiega ancora Gentiloni – valuteremo l’esito di questo esperimento pilota per verificare l’impatto sul pubblico dei telespettatori e per mettere a punto i nuovi passi da compiere in altre aree all  digital come Valle d’Aosta e Trentino Alto-Adige. Prenderà così corpo, in attesa del varo della nuova normativa da parte del Parlamento, la strategia italiana di switch over. Una strategia che già nelle prossime settimane potrà contare sull’offerta di nuovi programmi per il digitale terrestre e di piani di redistribuzione delle frequenze definiti zona per zona e approvati dall’Autorità delle Comunicazioni” Per quanto riguarda la situazione sarda è interessante monitorare il problema del passaggio al digitale e delle possibili difficoltà riscontrate dagli utenti a casa nel ricevere i nuovi segnali. I problemi nascono da due punti: la copertura del territorio con il nuovo segnale e lo stato di funzionamento dei vecchi impianti di ricezione. Chi avesse problemi di ricezione, copertura e impiantistica, tuttavia, può sempre segnalare le disfunzioni all’associazione dei consumatori Adiconsum, che sul proprio sito ha predisposto uno sportello online. “Le segnalazioni – spiegano i responsabili dell’associazione – saranno utili a tutti i cittadini italiani perché gli eventuali problemi che si verificheranno a Cagliari verranno analizzati dalle istituzioni competenti per migliorare i prossimi switch off previsti nel territorio nazionale”. Ma non solo, il ministero delle Comunicazioni ha già attivato sin dallo scorso 5 febbraio un call center (numero: 800.022.000) e un sito internet pronti a fornire agli utenti tutte le informazioni utili all’installazione e alla ricezione del nuovo sistema. Quella di Cagliari, infatti, per le sue caratteristiche dal punto di vista orografico e geografico potrà tastare il polso della situazione e la scelta della Sardegna come regione pilota per la sperimentazione mette subito il sistema a dura prova. La Germania ha fatto così Lo switch off dell’area di Cagliari ha riportato in primo piano la situazione tedesca. Facciamo il punto. In Germania la data prevista per il completamento del processo di switch-off, che viene condotto su base regionale, è il 2010. Nel mese di agosto 2003 Berlino-Brandeburgo è divenuta la prima città a spegnere definitivamente il segnale analogico terrestre, dopo un breve periodo di simulcast. Dalla seconda metà del 2003, altre regioni in Germania hanno seguito questo approccio, e servizi dtt sono accessibili anche nelle regioni North Rhine Westphalia, Baviera, Leipzig/Halle, Frankfurt. A oggi la copertura del segnale dtt raggiunge circa il 60% delle abitazioni televisive in Germania. Nel mese di settembre 2005 Ard e Zdf hanno raggiunto un accordo per estendere la copertura dei propri servizi su piattaforma dtt al 90% della popolazione coprendo anche le aree rurali. Il governo tedesco ha contribuito in diversi modi allo sviluppo del digitale terrestre. In particolare, parte dell’incremento nominale del canone da versare ai broadcaster pubblici Ard e Zdf è stato giustificato dalla necessità di finanziare la nuova offerta dtt. Inoltre, in alcuni lander sono stati previsti sussidi per i broadcaster commerciali. Infine, sono stati stanziati dal governo anche sussidi per l’acquisto dei set-top-box da parte dei consumatori (iniziativa attuata nell’area della città di Berlino). Francia e Gran Bretagna prendono tempo In Francia, lo scorso mese di aprile, il ministère de la Culture et de la Communication ha annunciato lo spegnimento delle trasmissioni analogiche su rete terrestre per il 2011. Lo switch-off dovrebbe avvenire a partire dal 2007 su base regionale. Al suo completamento, è stimato che il 95% della popolazione francese sarà in grado di accedere alla programmazione della piattaforma dtt. A causa di problemi sorti in relazione alla disponibilità di frequenze nelle regioni di confine, il Conseil Supérieur de l’Audiovisuel (Csa) ha recentemente rivisto il precedente piano relativo alla copertura dei servizi. Entro il 31 marzo 2007, il 70% della popolazione sarà in grado di accedere ai servizi della dtt, contro l’85% precedentemente stabilito. Attualmente la copertura della piattaforma digitale terrestre è pari al 50% circa della popolazione. In Gran Bretagna, secondo gli ultimi dati rilasciati da Ofcom, il 73% circa delle abitazioni del Regno Unito sono in grado di accedere alla programmazione di tutti e sei i multiplex della piattaforma digitale terrestre, pur se con significative variazioni da regione a regione. La percentuale delle abitazioni raggiunte da un numero di multiplex inferiore a sei risulta invece più alta. Il 16 settembre 2005 il governo britannico ha reso nota la time-table per lo spegnimento del segnale analogico, che avverrà su base regionale tra il 2008 (seconda metà) e il 2012. La prima regione a completare lo switch-off sarà quella del Border, mentre le ultime saranno Meridian, London, Tyne Tees e Ulster. Secondo l’Ofcom un processo di switch-off pianificato su un periodo di più anni permetterà alle famiglie di avvantaggiarsi dei miglioramenti tecnici e dei prezzi decrescenti dei ricevitori. Il Cdr del Tg2 chiede chiarezza sul dtt “sardo” Il Cdr del Tg2 esprime “forte preoccupazione per l’oscuramento della Rete Due in provincia di Cagliari decisa nell’ambito della sperimentazione per il passaggio al digitale terrestre”. La rappresentanza sindacale della testata sottolinea che “da ieri notte circa 650.000 cittadini, se privi del decoder, non vedranno più la programmazione di una rete che, oltre alle varie edizioni e rubriche del Tg2, ospita, tra l’altro, numerosi appuntamenti sportivi”. “Il cdr del Tg2 – continua la nota – non è ostile ad una naturale evoluzione tecnologica, anzi si augura che il servizio pubblico sia protagonista delle sfide per il futuro, ma sottolinea che quello che avviene in queste ore sembra essere un salto nel buio senza un piano certo e rispettoso dei diritti degli utenti che pagano il canone”. La Fnsi chiede di accelerare i tempi per ridurre la transizione al digitale terrestre e garantire i giornalisti delle tv nazionali e locali.  

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