La Galleria Crédit Agricole – Refettorio delle Stelline ospita fino al 20 giugno 2026 la rassegna «Andy Warhol. Passaggio in Italia 1975-1987». Oltre 100 tra opere e documenti ricostruiscono gli anni in cui l’artista statunitense (1928-1987) lavorò tra Napoli e Milano. I curatori parlano di un «memoir per immagini». Il titolo richiama la lunga tradizione dei viaggi in Italia, dal Medioevo all’Ottocento, qui ridotta alla scala di un decennio.
La mostra ruota attorno a due città. Napoli compare con la serie «Vesuvius». Il vulcano diventa icona pop, immagine seriale di una forza naturale tradotta nel linguaggio del consumo. Milano segna la genesi di «The Last Supper», rilettura del capolavoro di Leonardo da Vinci conservato a pochi passi, in Santa Maria delle Grazie. Warhol moltiplica e ricolora il Cenacolo. L’operazione riflette la sua formazione cattolica e il rapporto con i maestri del passato. L’artista presentò la serie alle Stelline nel gennaio 1987, poche settimane prima della morte.
Il percorso supera la dimensione pittorica. Espone fotografie dello Studio Mimmo Jodice, documenti e memorabilia del gallerista napoletano Lucio Amelio, scatti d’archivio di Maria Mulas e Fabrizio Garghetti per la fase milanese. Compaiono poster e inviti legati ai galleristi Alexander Iolas e Luciano Anselmino. I due gestirono la presenza di Warhol nel mercato italiano. Una sezione raccoglie le copertine di dischi firmate dall’artista e la serie «Ladies and Gentlemen», prodotta nella Factory di Union Square a New York. È il luogo dove la produzione artistica assume forma d’impresa.
L’esposizione dialoga con le Collezioni Crédit Agricole Italia. Accanto a Warhol figurano opere di artisti coevi: Ettore Sottsass jr, Emilio Tadini, Hermann Nitsch e Daniel Spoerri. Il presidente dell’istituto, Giampiero Maioli, ha indicato la valorizzazione del patrimonio artistico nazionale come strumento per generare valore nei territori in cui il gruppo opera. La sede si trova in Corso Magenta 59, nel cuore di Milano, a un isolato dal cenacolo che Warhol reinterpretò nell’ultimo anno di attività.
Immagine: Andy Warhol, Vesuvius, 1985;

